INDICE

PREMESSE

CAPO I - DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE -

Art. 1 - Campo di applicazione;
Art. 2 - Definizioni;
Art. 3 - Validità;

CAPO II - PRESCRIZIONI RELATIVE ALL’USO DELLE SPIAGGE -

Art. 4 - Fascia dell’arenile destinata al pubblico transito;
Art. 5 - Divieti;

CAPO III - STRUTTURE BALNEARI IN CONCESSIONE E SPIAGGE LIBERE ATTREZZATE -

Art. 6 - Esercizio dell’attività;
Art. 7 - Doveri dei concessionari di strutture balneari;
Art. 8 - Pulizia degli arenili;
Art. 9 - Disciplina particolare per gli stabilimenti balneari;
Art.10 - Sorveglianza balneare;
Art.11 - Bandiere e segnalazioni di pericolo;
Art.12 - Spiagge libere attrezzate;

CAPO IV - ZONE DI MARE RISERVATE ALLE ATTIVITA’ BALNEARI

Art.13 - Zone di mare riservate alla balneazione;
Art.14 - Divieti nelle zone di mare riservate alla balneazione;
Art.15 - Zone di mare vietate alla balneazione;

CAPO V - DISCIPLINA DELLA CIRCOLAZIONE DEI NATANTI NELLE ACQUE DESTINATE ALLA ATTIVITA’ -

Art.16 - Divieti di navigazione;
Art.17 - Circolazione delle tavole a vela;
Art.l8 - Circolazione degli acquascooters;
Art.19 - Disciplina dello sci nautico, del traino siluri e del volo di deltaplani a motore;
Art.20 - Disciplina del paracadutismo ascensionale;
Art.21 - Corridoi di lancio;
Art.22 - Limiti massimi di navigabilità per i piccoli natanti;

CAPO VI - DISCIPLINA DELLA PESCA E DELLE ATTIVITA’ SUBACQUEE

Art.23 - Disciplina della pesca;
Art.24 - Disciplina delle attività subacquee;

CAPO VII - LOCAZIONE E NOLEGGIO DI UNITA’ DA DIPORTO

Art.25 - Attività di locazione e noleggio;
Art.26 - Locazione di natanti da diporto;

CAPO VIII - DISPOSIZIONI FINALI

Art.27 - Pubblicità;
Art.28 - Entrata in vigore;
Art.29 - Sanzioni;
Art.30 - Osservanza;

ORDINANZA N°   /97
 
    Il sottoscritto T.V. (CP) Claudio CAPUANO, Capo del Circondario Marittimo e Comandante del Porto di Piombino,

VISTE le proprie Ordinanze n.10/96 e n. 23/96 rispettivamente in data 10.04.1996 e 18/06/96 relative alla disciplina delle attività balneari;

RITENUTO necessario disciplinare l’esercizio dell’attività balneare, e, per i profili su di essa incidenti, della navigazione da diporto e da traffico locale (passeggeri), dello sci nautico e della pesca lungo il litorale del Circondario Marittimo di Piombino;

VISTA la Legge 11.2.1971, n°50, come successivamente modificata e integrata, recante la disciplina della navigazione da diporto;

VISTO il DPR 10.9.1982, n°915, relativo alla raccolta dì rifiuti;

VISTA la Legge 28.3.1991, n°112, contenente le norme in materia di commercio su aree pubbliche;

VISTA la Legge 25.8.1991, n°284 riguardante la “Liberalizzazione dei prezzi del settore turistico e interventi dì sostegno alle imprese turistiche”;

VISTO il Decreto 16.10.1991 del Ministro del Turismo e dello Spettacolo, relativo alla liberalizzazione delle tariffe;

VISTA la Legge 5.2.1992, n°104, relativa all’assistenza, alla integrazione sociale e ai diritti delle persone disabili;

VISTA la Legge 4.12.1993, n°494, recante la “Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 5.10.1993, n°400, recante disposizioni per la determinazione dei canoni relativi a concessioni demaniali marittime”;

VISTO il Decreto 21.1.1994, n°232 del Ministro dei Trasporti e della Navigazione, contenente il regolamento di sicurezza per la navigazione da diporto;

VISTE le vigenti disposizioni in materia di noleggio e locazione delle unità da diporto;

VISTA la Circolare n°22 in data 10.04.1995, della D.G. del Demanio Marittimo e Porti del Ministero dei Trasporti e della Navigazione;

VISTA la pubblicazione “MARICOGECAP SER 003” allegata al dp.n.82/029400 in data 6.7.1995 del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto;

VISTO il D.Lvo del 14.08.96 n. 436 recante “Attuazione delle direttive 94/25/Ce in materia di progettazione, costruzione, e immissione in commercio di unità da diporto”;

VISTO il D. Lvo del 05.02.97 n. 22 recante “Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689//CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio;

VISTA la propria ordinanza n° 19/96 in data 07.06.96 come successivamente integrata e modificata relativa alla disciplina degli ormeggi negli specchi acquei in concessione nell’approdo turistico di Baratti;

VISTI gli articoli 17, 30, 68, 81, 1161, 1164, 1174,  1231 del Codice della Navigazione e gli articoli 27, 28, 59 e 524 del relativo Regolamento dì esecuzione (parte marittima);

TENUTO CONTO degli esiti degli incontri tenutisi con i rappresentanti delle Associazioni balneari di Follonica, San Vincenzo e Donoratico.
 

ORDINA
CAPO I
DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE
ART.1
(Campo di applicazione)

    1.  Le norme dì cui alla presente Ordinanza si applicano nell’ambito delle aree demaniali marittime e delle zone di mare territoriale facenti parte del Circondario Marittimo di Piombino, comprensivo del territorio dei Comuni di Scarlino, Follonica, Piombino, San Vincenzo, Castagneto Carducci, lungo il litorale compreso tra il Fosso Camilla e la foce del fiume Alma.

ART.2
(Definizioni)

    1. Ai fini della presente Ordinanza valgono le seguenti definizioni:
-   AUTORITA’ MARITTIMA, l’Ufficio Circondariale Marittimo di Piombino; -
-   STAGIONE BALNEARE, il periodo compreso tra il 15 maggio e il 30 settembre di ogni anno;
-   NATANTI, tutte le unità da diporto, da pesca, da traffico e, in generale, tutte le costruzioni di cui all’art.136 del Codice della Navigazione;
-   VEICOLI, tutte le macchine, di qualsiasi specie, che circolano sulle strade, guidate dall’uomo.

ART.3
(Validità)
.
    1.  Per quanto non espressamente indicato, le disposizioni di cui alla presente Ordinanza si intendono in vigore per il solo periodo della stagione balneare.
CAPOIl
PRESCRIZIONI RELATIVE ALL’USO DELLE SPIAGGE
ART. 4
(Fascia dell’arenile destinata al pubblica transito)

    1.  In tutte le aree demaniali marittime riservate alla balneazione, comprese le aree antistanti ai corridoi di lancio di cui al successivo art.21, deve essere lasciata libera al pubblico transito una fascia di arenile lungo la battigia e per tutto il fronte della concessione pari a mt.5 (cinque), ovvero, qualora dette aree siano particolarmente ridotte a causa del fenomeno erosivo, m.t. 3 (tre).

    2.  Nella fascia di cui al precedente comma 1 è vietato sostare, nonché depositare materiale e/o oggetti di qualunque tipo (compreso effetti personali, indumenti, sedie, sedie a sdraio, ombrelloni, natanti etc.), fatta eccezione per le attrezzature necessarie al personale di vigilanza balneare e di soccorso e per i percorsi orizzontali atti a rendere possibile la balneazione alle persone portatrici di handicap di cui al successivo art.7, lett. f).

    3.  Laddove la profondità della spiaggia non consenta l’individuazione della fascia di cui al precedente comma 1, l’eventuale deposito di materiale non deve, comunque, essere di impedimento al libero e pubblico transito.

ART.5
(Divieti)
.
    1.  Fermo restando quanto previsto al precedente art.4, sulle spiagge del Circondario Marittimo di Piombino appartenenti al demanio marittimo, e al di fuori delle aree assentite in concessione, è vietato:
 
a. alare e/o varare unità nautiche di qualsiasi genere ad eccezione dei natanti da diporto  trainati a braccia. Per questi ultimi potranno essere utilizzate, per il tempo necessario al transito, le spiagge libere, ovvero tratti di arenile eventualmente all’uopo messi a disposizione dai concessionari; 
b. lasciare natanti in sosta, salvo quelli destinati alle operazioni di assistenza e salvataggio. E’ unicamente consentita la sosta temporanea di piccoli natanti a remi, o a pedali destinati al diporto dei bagnanti comunemente denominati jole, canoe, pattini, sandolini, mosconi a remi ed a pedali e simili nonché le moto d’acqua, natanti a vela con superficie velica non superiore a mq 4.00 (quattro), tavole a vela e mezzi similari non muniti di motore, a condizione che ciò non rechi intralcio alle attività balneari e, comunque, non oltre il tramonto; 
c. depositare natanti di qualsiasi genere, deltaplani a motore e similari; 
d. lasciare ombrelloni, sedie, sedie a sdraio, ed altre attrezzature una volta cessata la permanenza dell’utente sulla spiaggia e comunque non oltre il tramonto; 
e. campeggiare e pernottare; 
f. transitare e/o sostare con qualsiasi tipo di veicolo, ad eccezione di quelli destinati alla pulizia delle spiagge e al soccorso, nonché di quelli eventualmente autorizzati dall’Autorità Marittima; 
g. praticare giochi (ad es. il gioco del pallone, tennis da spiaggia, pallavolo, basket, bocce, etc….) che possano recare danni, o molestie alle persone, turbativa alla pubblica quiete, o nocumento all’igiene dei luoghi; 
h. tenere alto il volume di radio, juke-box, mangianastri ed in generale, apparecchi di diffusione sonora;
i. fermo restando le previsioni di cui alla Legge 112/91 citata in premessa, esercitare attività commerciali, pubblicitarie, promozionali, prestare servizi (ivi compreso il noleggio di sedie a sdraio e ombrelloni), ed organizzare manifestazioni ricreative, o spettacoli pirotecnici, senza l’autorizzazione della Autorità Marittima; 
j. gettare a mare, o lasciare nelle cabine, o sugli arenili rifiuti di qualsiasi genere; 
k. usare bombole di gas, o altre sostanze infiammabili, e accendere comunque fuochi senza l’autorizzazione dell’Autorità Marittima; 
l. distribuire manifestini pubblicitari e/o lanciare gli stessi a mezzo di aerei senza la preventiva autorizzazione dell’Autorità Marittima; 
m. occupare zone con manufatti di qualsiasi genere senza la prescritta concessione, o autorizzazione, rilasciata dai competenti Uffici Marittimi; 
n. distendere, o tinteggiare reti; 
o. condurre, o far permanere, qualsiasi tipo di animale, anche se munito di museruola, o guinzaglio, ivi compresi quelli utilizzati da fotografi, o cineoperatori. Sono esclusi dal divieto i cani di salvataggio opportunamente addestrati e condotti al guinzaglio per i quali sia stata, comunque, rilasciata  apposita  autorizzazione dell’Autorità Marittima, e i cani guida per i non vedenti; 
p. pescare, con qualsiasi tipo di attrezzo, nelle ore e nelle zone destinate alla balneazione. 
 I divieti di cui al precedente comma, lettere a), b), c), d), e), f), i) j), k) l), m), n), sono in vigore tutto l’anno.
     CAPO III
STRUTTURE BALNEARI IN CONCESSIONE E SPIAGGE LIBERE ATTREZZATE
ART. 6
(Esercizio dell’attività)

    1.  Al fine di assicurare un adeguato servizio pubblico, i titolari di concessioni demaniali marittime, Comuni compresi, devono mettere in esercizio le relative strutture balneari entro il 1° giugno, mantenendole, altresì, in completo esercizio, almeno fino al 20 settembre, curandone per tutto il periodo il decoro, l’estetica, l’igiene, la sicurezza e la funzionalità.

    2.  Le strutture balneari dovranno restare aperte al pubblico dalle ore 08.00 alle ore 20.00 di ogni giorno.

    3.  I concessionari possono anticipare e/o posticipare le date di cui al precedente comma 1, previa  autorizzazione dell’Autorità Marittima, fermo restando gli obblighi inerenti al servizio di sorveglianza balneare di cui al successivo art.l0.

    4.  L’esercizio dell’attività è subordinato alle autorizzazioni/licenze delle competenti Autorità comunali e sanitarie.

ART. 7
(Doveri dei concessionari di strutture balneari)

    1.  I concessionari di strutture balneari sono tenuti a:
 
 
a. predisporre un efficiente servizio di soccorso dotandosi del seguente materiale di primo intervento: 
          - tre bombole individuali di ossigeno da un litro, senza riduttore di pressione; 
          - una cannula di respirazione bocca a bocca; 
          - un pallone “Ambu”, o altra apparecchiatura riconosciuta equipollente dalle competenti Autorità Sanitarie; 
          - una cassetta di pronto soccorso, anche di tipo portatile, contenente le dotazioni prescritte dalla normativa vigente; 
b. esporre al pubblico, in luoghi e modi ben visibili, la tabella delle tariffe applicate per i servizi resi; 
c. garantire dalle ore 09.30 alle ore 18.30 di ogni giorno, il servizio di sorveglianza balneare, secondo i termini e le modalità di cui al successivo art. 10; 
d. curare la perfetta manutenzione delle aree in concessione fino al battente del mare ed anche dello specchio acqueo immediatamente prospiciente la battigia. I materiali dì  risulta dovranno  essere  sistemati in appositi contenitori per il successivo smaltimento ai sensi delle vigenti disposizioni; 
e.  installare ombrelloni sull’arenile in modo tale da non intralciare la circolazione dei bagnanti.  In particolare dovranno essere rispettate le seguenti distanze minime calcolate fra i paletti degli ombrelloni: mt.3 (tre),  tra le file,  e mt.2,50  (due e cinquanta),  fra ombrelloni della stessa fila;
f. garantire l’accesso al mare  ai  soggetti portatori di  handicap, predisponendo  idonei percorsi  perpendicolari  alla battigia.  Al  fine di consentire la loro mobilità all’interno delle aree in concessione, previa comunicazione all’Autorità Marittima,  i concessionari potranno installare sulla spiaggia anche altri percorsi diversi da quelli previsti dal titolo concessorio, fermo restando l’obbligo di rimozione degli stessi al termine della stagione balneare. 
 
    2.  I concessionari sono autorizzati a recintare le aree loro assentite, ad eccezione della fascia di cui al precedente art. 4, utilizzando un sistema a giorno di  altezza  non  superiore  a  mt.1,30  (uno  e  trenta),  che  non impedisca, in ogni caso, la visuale al mare.

ART. 8
(Pulizia degli arenili)

    1.  I  concessionari  devono provvedere  giornalmente alla  perfetta manutenzione,  sistemazione  e  pulizia  delle  spiagge  in  loro  concessione, nonché delle zone di libero transito, di cui al precedente art.4,  e degli specchi acquei antistanti.

    2.  La pulizia delle spiagge libere deve essere effettuata a cura delle Amministrazioni Comunali, secondo quanto previsto dal DPR 915/82 e dal D. Lvo 22/97 citati nelle premesse. A tal fine dette Amministrazioni sono autorizzate a posizionare, in numero e luogo adeguati, appositi contenitori per la raccolta dei rifiuti, e apporre  cartelli  con  l’indicazione  “SPIAGGIA  LIBERA”,   recanti  le principali prescrizioni della presente Ordinanza.
 
 

ART. 9
(Disciplina particolare per gli stabilimenti balneari)

    1. Oltre a quanto previsto dal precedente art.7, i concessionari di stabilimenti balneari sono tenuti a:
 
a. predisporre idonee sistemazioni antincendio, ai sensi delle vigenti disposizioni al riguardo. In particolare dovranno essere posizionati, previa loro opportuna segnalazione in conformità alle disposizioni di cui al D.M. 20.12.1982, n.587 (Supp.Ord. G.U. n.19 del 20.01.1983), idonei estintori portatili omologati nei locali di pubblico ristoro, come previsto dalla vigente normativa in materia e, in loro aggiunta, estintori in numero di almeno 1 (uno) ogni 25 (venticinque), o frazione di 25 mt. di cabine, e comunque in numero complessivamente non inferiore a 3 (tre) per ogni stabilimento. Ciascuna area a rischio specifico di incendio  (come cucine, ristoranti, centralini elettriche) dovrà essere presidiata da almeno un estintore portatile omologato, contenente un tipo di agente estinguente idoneo al rischio di incendio; 
b. individuare apposito locale igienicamente e logisticamente idoneo da destinarsi ai primi soccorsi e quale punto di conservazione e rapida utilizzazione del materiale di pronto soccorso di cui al precedente art.7, lett. a. E’ consentita la conservazione della cassetta del materiale del pronto soccorso anche in altri luoghi ritenuti dal concessionario più idonei e funzionali ai fini del relativo utilizzo; 
c. collegare i servizi igienici dello stabilimento balneare alla rete fognaria comunale, ovvero dotarli di sistema di smaltimento riconosciuto idoneo dalla competente Autorità Sanitaria, in conformità alle normative vigenti; 
d. vietare l’uso di sapone e shampoo qualora siano utilizzate docce non dotate di idoneo sistema di scarico; 
e.  dotare i servizi igienici per disabili di cui alla legge 104/92 citata nelle premesse, della apposita segnaletica, riportante il previsto simbolo internazionale ben visibile al fine di consentire la loro immediata identificazione; 
f. vietare l’occupazione delle cabine per il pernottamento, o per altre attività che non siano pertinenti alla balneazione, con l’esclusione di eventuali locali di servizio. I concessionari devono provvedere ad opportuni controlli, prima della chiusura serale dello stabilimento, per accertare l’assenza di persone nelle cabine; 
g. vietare la detenzione di bombole di gas all’interno delle cabine; 
h. permettere l’accesso allo stabilimento a coloro che intendono raggiungere le fasce di arenile di cui al precedente art.4, qualora nelle immediate vicinanze non esistano corridoi, o tratti di spiaggia libera; 
i. dotare lo stabilimento di linea telefonica ad uso pubblico.
 

 

ART. 1O
(Sorveglianza balneare)

    1. Per tutto il periodo del relativo esercizio, presso ogni struttura balneare, comprese le spiagge libere attrezzate, ed in genere sulle aree demaniali marittime in concessione nelle quali sia svolta attività di balneazione, il concessionario, sotto la propria responsabilità, dovrà predisporre idoneo servizio di sorveglianza balneare, secondo le modalità di cui al presente articolo, al fine di assicurare una adeguata sicurezza ai bagnanti, in relazione alla particolare affluenza del pubblico, alle condizioni meteomarine, alla tipologia del sito ove ha luogo la balneazione e alle dimensioni dello stabilimento.

   2.  Per tale servizio dovrà essere impiegato personale abilitato al salvataggio, in possesso di brevetto in regolare corso di validità, rilasciato dalla Federazione Italiana Nuoto, o dalla Società Nazionale Salvamento Genova nella misura di: n° 1 (uno) assistente bagnante ogni 100 mt. di fronte mare e, per estensioni superiori a detto limite, di un ulteriore assistente bagnante anche per ogni frazione di mt. 100. E’ consentito, previa autorizzazione dell’Autorità Marittima, che più titolari di concessioni contigue possano consorziarsi in modo da assicurare il servizio di salvataggio con un assistente ogni cento metri di fronte a mare, fermo restando l’obbligo per ogni concessionario di mantenere sempre disponibili all’uso i propri natanti di salvataggio.

    3. I concessionari che intendano mantenere in esercizio la propria struttura balneare prima del 1° giugno e/o dopo il 20 settembre, in deroga ai termini di cui al precedente art.6, 1° comma, dovranno assicurare il servizio di sorveglianza balneare nei giorni festivi e prefestivi, lasciando negli altri giorni lo stabilimento aperto al pubblico soltanto per cure elioterapiche. Dovranno, quindi, provvedere ad issare una bandiera rossa ed una gialla e ad esporre un apposito cartello ben visibile dagli utenti (eventualmente redatto in più lingue) con la seguente dicitura:

ATTENZIONE - BALNEAZIONE NON SICURA PER MANCANZA DI SERVIZIO DI SALVATAGGIO

    4. Analoga  segnaletica  dovrà  essere  apposta  sulle  spiagge  libere, qualora i Comuni, fermo restando l’obbligo di darne, comunque, comunicazione all’Autorità  Marittima,   non  provvedano   a   garantire   il   servizio  di sorveglianza balneare.

    5. Gli assistenti bagnanti, durante il loro servizio, devono indossare una maglietta rossa con la scritta bianca “SALVATAGGIO”, o “ASSISTENTE BAGNANTI”, o “SOCCORSO” ed essere dotati di un fischietto. Altre combinazioni di colori sono consentite, a condizione che la scritta risulti chiaramente evidenziata sulla maglietta. Gli assistenti bagnanti in servizio presso la stessa struttura balneare dovranno, comunque,  indossare magliette ugualmente colorate e scritte. Durante il turno di sorveglianza della balneazione non possono essere impegnati in altre attività o comunque destinati ad altro servizio, salvo i casi di forza maggiore o previa sostituzione con altro operatore abilitato. L’assistente deve stazionare nella postazione di salvataggio, di cui al punto successivo, oppure in mare sull’ unità di servizio. In caso di mancanza l'Autorità Marittima, indipendentemente dai provvedimenti previsti dal rapporto di lavoro, potrà interdire o sospendere l’attività professionale di assistenti bagnanti o bagnino per il salvataggio sul demanio marittimo ai sensi dell’art.1251 del Codice della Navigazione, fatte in ogni caso salve, le eventuali responsabilità penali conseguenti anche in solido con i concessionari.

    6. Nei pressi di ogni postazione di salvataggio, consistente in una idonea torretta di osservazione, da ubicare in una posizione che consenta la più ampia visuale possibile, devono essere permanentemente disponibili:

-  un  rullo mobile con fune di salvataggio, non inferiore a mt. 200 (duecento), corredata da una cintura a bretella;

-  un binocolo;

-  un paio di pinne e una maschera;

-  un unità idonea a disimpegnare il servizio di salvataggio recante, su entrambi i lati, la scritta “SALVATAGGIO”, o “SOCCORSO”. La stessa, dotata di un salvagente anulare munito di una sagola galleggiante lunga almeno mt.25 (venticinque) e di un mezzo marinaio, o gaffa, non potrà essere, per nessun motivo, destinata ad altri usi.

    7. In prossimità dei limiti della concessione presso la battigia, devono essere posizionati due salvagenti anulari con sagola galleggiante di almeno mt. 25 (venticinque) di lunghezza.

    8. Gli assistenti bagnanti dovranno sempre tenere un comportamento corretto, evitando e sedando ogni questione che possa turbare la quiete pubblica, vigilando, altresì, per il rispetto della presente Ordinanza, rappresentando, direttamente, o tramite il concessionario, che del pari e coobbligato, all’Autorità Marittima, ogni incidente che si verifichi sia sugli arenili, che in mare.

ART. 11
(Bandiere e segnalazioni di pericolo)

    1.  Qualora le condizioni meteomarine, o qualsivoglia altro motivo, sconsiglino la balneazione, o richiedano particolare attenzione,  a cura del concessionario dovrà essere issata  su apposito pennone ben visibile, una bandiera rossa, il cui significato deve intendersi “AVVISO DI BAGNO RISCHIOSO E PERICOLOSO”. Ciò non esime il concessionario dal garantire,  comunque,  il servizio di sorveglianza ai bagnanti.

    2. Qualora il concessionario, per motivi eccezionali e periodi limitati, non possa garantire il  servizio di  sorveglianza di cui al precedente articolo, dovrà provvedere ad issare le bandiere gialla e rossa.

    3. Nelle aree in cui il fondale marino presenti irregolarità e/o asperità (buche, scogli etc.) tali da creare situazioni pericolose per l’incolumità dei bagnanti, è fatto obbligo al titolare della concessione di segnalare tali pericoli con l’apposizione di gavitelli di colore rosso, non utilizzabili per l’ormeggio di imbarcazioni.

ART. 12
(Spiagge libere attrezzate)

    1.  Il Comune, o altro Ente Pubblico, concessionario di un tratto di arenile adibito a “SPIAGGIA LIBERA ATTREZZATA” dovrà apporre nell’ambito della concessione, in luoghi e modi ben visibili, apposito cartello con la seguente dicitura:

SPIAGGIA LIBERA ATTREZZATA - INGRESSO GRATUITO - SERVIZI FACOLTATIVI A PAGAMENTO
CAPO IV
ZONE Dl MARE RISERVATE ALLE ATTIVITÀ BALNEARI
ART. 13
(Zone di mare riservate alla balneazione)

    1. Sono riservate alla balneazione le zone di mare antistanti il Circondario Marittimo di Piombino, come individuato dal precedente art.l, fino ad una profondità di mt.300 (trecento) dalla battigia, ovvero di mt. 100 (cento), dalla costa, se a picco sul mare.

    2.  I concessionari sono tenuti a segnalare il limite di tale zona con il posizionamento di gavitelli di colore rosso, saldamente ancorati al fondo e posti a distanza di mt.50 (cinquanta) l’uno dall’altro, parallelamente alla linea di costa, in corrispondenza delle estremità del fronte a mare della concessione.

    3. Analogo obbligo è posto a carico dei Comuni rivieraschi per gli specchi acquei antistanti le spiagge libere. In caso contrario deve essere predisposta un’adeguata segnaletica, ben visibile dagli utenti (eventualmente redatta in più lingue) con la seguente dicitura:

ATTENZIONE - LIMITE ACQUE INTERDETTE ALLA NAVIGAZIONE (mt. 300 dalla costa) NON SEGNALATO

    4. I Comuni rivieraschi, per le spiagge libere, ed i concessionari, per le aree in concessione, devono segnalare il limite entro cui possono bagnarsi i non esperti del nuoto. Il limite di tali acque sicure, stabilito in mt.l,60 (uno e sessanta) di profondità, deve essere segnalato mediante l’apposizione di galleggianti di colore bianco, collegati da una cima ad intervalli non superiori a mt.5 (cinque), le cui estremità devono essere ancorate al fondo. E’ consentito in alternativa la posizione in mare di un idoneo paletto sormontato da un “cartello”, contenente la scritta

ATTENZIONE - LIMITE ACQUE SICURE mt. 1.60

 adeguatamente visibile e fissato sul fondo. Qualora i Comuni non provvedano  a tale sistema di segnalazione, dovranno predisporre una adeguata segnaletica, in luoghi e modi ben visibili agli utenti, (eventualmente redatta in più lingue) con la seguente dicitura:

ATTENZIONE - LIMITE ACQUE SICURE (metri 1,60) NON SEGNALATO
 
ART. 14
(Divieti nelle zone di mare riservate alla balneazione)

    1.  Nelle zone di mare riservate alla balneazione di cui al precedente art.l3 è vietato:
- il transito e l’ormeggio di qualsiasi natante, ad eccezione di quelli a remi, tipo jole, canoe, pattini, mosconi, lance, nonché pedalò e simili;
- la posa di gavitelli per l’ormeggio di natanti, se non regolarmente autorizzata dall’Autorità Marittima.

    2. I natanti a motore, a vela (compresi windsurf), a vela con motore ausiliario, e motovelieri (siano essi da diporto, da pesca, da traffico, o ad uso privato) potranno raggiungere la riva solo se condotti a remi, ovvero utilizzando esclusivamente gli appositi corridoi di atterraggio di cui al successivo art. 21.

    3. Nelle zone di cui al precedente comma 1 è vietato effettuare pubblicità fonica e/o distribuire manifesti pubblicitari e/o lanciare gli stessi a mezzo di aerei o natanti senza la preventiva autorizzazione dell’Autorità Marittima.

ART. 15
(Zone di mare vietate alla balneazione)

    1.  Fatti salvi gli altri casi stabiliti dalle autorità competenti in ordine a situazioni di carattere temporaneo e contingente, la balneazione è sempre vietata:
 
 
a. nelle acque del porto di Torre del Sale; 
b. nelle acque dell’approdo turistico di Baratti; 
c. nelle acque del Porticciolo di Marina Vecchia di Piombino; 
d. nelle acque dell’approdo turistico di San Vincenzo; 
e. per un raggio di mt. 500 (cinquecento metri) dalla testata del pontile Solmine di Scarlino (GR); 
f. in tutti gli altri porti e nelle loro immediate adiacenze; 
g. nel raggio di mt.200 (duecento) dalle imboccature dei porti; 
h. fuori dai porti, in prossimità di zone di mare in cui vi siano lavori in corso; 
i. in prossimità di pontili, o di passerelle di attracco delle navi per un raggio di mt.200 (duecento); 
j. all’interno dei corridoi di atterraggio di cui al successivo art.21; 
k. nelle acque antistanti foci dei fiumi e in quelle dei canali navigabili, fino ad una distanza di mt.50 (cinquanta) dalla costa; 
l.  negli specchi acquei circostanti le unità navali e mercantili; 
m. entro mt.100 (cento) dagli insediamenti industriali, quali opere di presa e restituzione; 
n. in  tutti gli altri specchi acquei dati in concessione destinati all’approdo di natanti di qualsiasi genere, nonché nei tratti di mare tra i predetti specchi acquei e la battigia. 
 

CAPO V
DISCIPLINA DELLA CIRCOLAZIONE DEI NATANTI
NELLE ACQUE DESTINATE ALLA ATTIVITÀ BALNEARE
ART. 16
(Divieti di navigazione)

    1. Nelle acque del Circondario Marittimo di Piombino,  fermo restando quanto previsto dal successivo art.21, relativo ai corridoi di atterraggio, a tutte le unità a motore, esclusi gli scootters acquatici (per i quali vigono i divieti di navigazione di cui al successivo art.18), e a tutte le unità a vela (ad eccezione di quelle di cui al successivo comma 2, e delle tavole a vela, o windsurf, di cui al successivo art.l7), siano esse da diporto, pesca, traffico, od uso privato, è vietato:

    a. navigare entro la fascia di mare di mt. 300 (trecento) dalla costa, quando essa sia costituita da spiagge e/o scogliere;

    b. navigare entro la fascia di mare di mt. 100 (cento) dalla costa, quando essa sia a picco sul mare.

    2. Alle unità a vela con superficie velica non superiore a mq.4 (quattro) è fatto divieto di navigare entro la fascia di mt. 100 (cento) dalla costa.

ART. 17
(Circolazione delle tavole a vela)

    1. E’ vietata la pratica delle tavole a vela, o windsurf, nelle fasce di mare dei mt.300 (trecento) dalle spiagge frequentate dai bagnanti, o dei mt. 50 (cinquanta) dalla costa a picco, e ad una distanza dalla costa superiore a mt. 1000 (mille).

    2. L’attraversamento delle fasce di cui al precedente comma 1 è possibile attraverso gli appositi corridoi di lancio all’uopo eventualmente individuati ai sensi del successivo art.21, ovvero, in loro carenza, con rotta perpendicolare alla costa, purché in zone con assenza di bagnanti.

    3. La navigazione con tavole a vela è consentita in ore diurne ed in presenza di condizioni meteomarine favorevoli, con l’obbligo, per il conducente, di indossare una cintura di salvataggio.

ART. 18
(Circolazione degli acquascooters)

    1.  Agli scooters acquatici, moto d’acqua e natanti similari è vietato navigare entro la fascia dei mt. 300 (trecento) dalla costa, se costituita da spiagge o scogliere, e dei mt. 100 (cento), se a picco sul mare.

    2. Per raggiungere le fasce di mare di cui al precedente comma, essi dovranno avvalersi degli appositi corridoi di atterraggio di cui al successivo art.21, procedendo, altresì, a rotta costante e con velocità non superiore a 3 (tre) nodi. In assenza di detti corridoi potranno farsi rimorchiare da altro natante esclusivamente a remi.

    3. La navigazione degli scooters acquatici deve avvenire in ore diurne, con condimeteo favorevoli, e ad una distanza dalla costa non superiore a 1 (uno) miglio nautico.

ART. 19
(Disciplina dello sci nautico, del traino siluri e del volo di deltaplani a motore)

    1. L’esercizio dello sci nautico è consentito secondo le norme di cui al Decreto 26 gennaio 1960 del Ministero della Marina Mercantile (ora Ministero dei Trasporti  e della Navigazione),  come modificato dal  D.M.  15.07.1974, fermo restando 1’osservanza del limite minimo di distanza dalla costa di mt.500.

    2. L’esercizio del traino siluri è consentito in conformità alle disposizioni di cui allo sci nautico citate al precedente 1° comma.

    3. Il volo di deltaplani a motore e similari, con decollo da specchi acquei, è consentito alle seguenti condizioni:
 
 

a. il decollo e l’ammaraggio devono avvenire unicamente in acque libere da bagnanti e/o natanti, ad una distanza non inferiore a mt.300 (trecento) dalla costa, opportunamente delimitate da appositi corridoi di atterraggio, diversi da quelli normalmente usati dalle unità da diporto e di cui al successivo art.21; 
b. per il trasferimento di deltaplani a motore dalla riva alla zona di rullaggio, e viceversa, è consentito l’attraversamento della fascia compresa all’interno dei mt. 500 (ciqucento) dalla costa esclusivamente facendo uso dei normali corridoi di atterraggio di cui al successivo art.21; 
c.  è vietato il volo sportivo o da diporto ad una distanza inferiore a mt. 300 (trecento) dalla costa, se a picco, e  dalla linea di battigia, negli altri casi; 
d. è vietato sorvolare a bassa quota bagnanti e unità alla  fonda,  o in navigazione; 
e. è vietato atterrare/decollare sulle/dalle spiagge destinate alle attività balneari.
 
ART.20
(Disciplina del paracadutismo ascensionale)

    1.  Il  paracadutismo  ascensionale   può   essere  praticato,   previa autorizzazione dell’Autorità marittima,  a distanza non inferiore  a mt.500 (cinquecento)  dalla  costa,  in  ore  diurne  ed  in  condizioni  meteomarine favorevoli ed assicurate (mare calmo e tempo stabile), senza recare, altresì, alcun  intralcio,  o  creare pericolo,  ai bagnanti  ed alle  imbarcazioni  in navigazione.

    2.  Il paracadutismo ascensionale non può essere praticato lungo le rotte di accesso dei porti, presso le imboccature dei porti e nei canali marittimi, nelle altre zone di mare utilizzate per la pesca e negli specchi acquei interdetti alla balneazione.

    3.  Il paracadutismo ascensionale è consentito con l’osservanza delle seguenti prescrizioni:
 

a. il conducente del natante deve essere provvisto di patente nautica;
b. a bordo del natante deve essere un’altra persona esperta al nuoto; 
c. l’unità trainante deve essere dotata di sistemi di aggancio e rimorchio e di dispositivi retrovisori; 
d. la  distanza  laterale  di  sicurezza  tra  il  natante  e  le  altre  unità eventualmente presenti in zona deve essere superiore alle dimensioni del complesso trainato, e, comunque, non inferiore a mt. 50 (cinquanta); 
e. è vietato a qualsiasi unità seguire, lungo la scia, e a distanza di non sicurezza, i natanti impegnati nell’attività in questione; 
f. è vietato alle unità che navigano in prossimità di natanti impegnate nel paracadutismo ascensionale attraversare la scia a distanza tale da poter originare situazioni di pericolo; 
g. i motori dei natanti utilizzati per il paracadutismo ascensionale devono essere dotati di invertitori di marcia e di dispositivo per la messa in folle; 
h. per motivi di sicurezza ciascun natante può trainare soltanto una persona munita di paracadute; 
i. la persona trainata deve indossare una cintura di salvataggio; 
j. in considerazione della specialità dell’attività, le polizze assicurative dei natanti dovranno contemplare espressamente il paracadutismo ascensionale; 
k. l’installazione di impianti fissi per il paracadutismo ascensionale deve essere preventivamente autorizzata nelle forme di legge previste.
 

 

ART.21
(Corridoi di atterraggio)

    1.  La partenza e l’atterraggio con l’uso del motore o della vela, di tutte le unità a motore  (compresi gli scootters acquatici)  e di tutte le unità a vela (compresi i windsurf), siano esse da diporto, pesca, traffico, od uso privato, possono avvenire nelle fasce interdette alla navigazione ai sensi della presente Ordinanza esclusivamente entro gli appositi corridoi di atterraggio di cui alle norme seguenti.

    2.  I concessionari di strutture balneari destinate alla balneazione, nonché di aree destinate all’esercizio di attività nautiche e locazione di natanti, e i Comuni, per le spiagge libere, possono, previa autorizzazione dell’Autorità Marittima, realizzare corridoi di atterraggio con le seguenti caratteristiche:

    -  larghezza: fino a mt.20 (venti), e comunque non inferiore a mt. 5 (cinque), in relazione all’estensione del fronte al mare;

    -  profondità: non inferiore a mt.300 (trecento);

    -  delimitazione: costituita da gavitelli di colore giallo, o arancione, collegati con sagola tarrozzata e distanziati ad intervalli di mt. 50 (cinquanta);

    -  individuazione  dell’imboccatura a mare mediante posizionamento di bandierine bianche sui gavitelli esterni di delimitazione.

    3.  Compatibilmente con le esigenze dei concessionari, in relazione alla loro attività, i corridoi possono essere posizionati in  uno dei limiti laterali della concessione, in modo tale da non contrastare con l’attività di balneazione.  I concessionari di aree adiacenti possono realizzare un unico corridoio in prossimità della linea di confine fra le stesse al servizio dì ambedue le strutture balneari.

    4.  L’attraversamento dei corridoi,  salvo che nei casi in cui vengano realizzati dai concessionari in specchi acquei compresi nella concessione, è libero.

    5.  Le unità a vela,  ivi compresi i windsurf,  devono attraversare i corridoi ad andatura minima. Le unità a motore, comprese le moto d’acqua, devono attraversare i corridoi a lento moto e, comunque, a velocità non superiore a 3 (tre) nodi in modo da evitare emissioni di scarico ed acustiche di disturbo per i bagnanti.

ART.22
(Limiti massimi di navigabilità per i piccoli natanti)

1.  Fermo restando quanto previsto dal D.M. 232/94 citato nelle premesse, circa le relative dotazioni di sicurezza, la navigazione di piccoli natanti a remi, o a pedali, destinati al diporto dei bagnanti,  comunemente denominati jole,  canoe,  pattini,  sandolini,  mosconi,  e natanti a vela con superficie velica non superiore a mq. 4  (quattro),  escluse le tavole a vela,  e mezzi similari non muniti di motore,  deve avvenire entro mt.  500  (cinquecento) dalla costa, in ore diurne e con condimeteo favorevoli assicurate.

CAPO VI
DISCIPLINA DELLA PESCA E DELLE ATTIVITÀ SUBACQUEE
ART.23
(Disciplina della pesca)

    1. Fermo restando quanto stabilito dall’art. 5 lett. p), E’ VIETATO l’esercizio di qualsiasi tipo di pesca professionale nella fascia di mare di mt. 300 dalla costa nelle ore tra le 07.00 e le 20.00.

    2. La pesca subacquea è regolamentata dagli articoli 128,129,130 e 131 del regolamento della pesca, approvato con D.P.R. 2 Ottobre 1968, n. 1639 e successive modificazioni ed integrazioni. In particolare E’ SEMPRE VIETATA la pesca subacquea nelle acque antistanti le spiagge del Circondario, frequentate da bagnanti, fino ad una distanza di mt. 500 dalla riva.

    3. E’ vietato attraversare la zona frequentata da bagnanti con un’arma subacquea carica.

    4. Chiunque eserciti attività subacquea deve segnalare la propria presenza nei modi indicati dalla normativa vigente.

ART.24
(Disciplina delle attività subacquee)

    1.  É fatto obbligo a chiunque eserciti attività subacquee, compresa la pesca, di segnalare la propria presenza attraverso un galleggiante, recante una bandiera rossa con striscia diagonale bianca visibile, ad un distanza di mt. 300 (trecento), vincolato al subacqueo da una sagola di mt. 50 (cinquanta) . Se il subacqueo è accompagnato da mezzo nautico di appoggio, la bandiera deve essere issata sullo stesso mezzo ed il subacqueo deve operare entro un raggio di mt.50 (cinquanta) dalla verticale del mezzo.

    2. A chiunque svolga attività subacquee,  compresa la pesca,  è fatto divieto di immergersi:
 

a. a distanza inferiore a mt.50  (cinquanta) dalle opere portuali esterne e dai segnalamenti marittimi; 
b. a distanza inferiore a mt.200 (duecento) dagli impianti fissi da pesca e dalle reti da posta; 
c. a distanza interiore a mt.200  (duecento)  dalle navi ancorate fuori dai porti; 
d. nelle  zone  di  mare  di  regolare  transito  delle  navi  per  l’uscita  e l’entrata nei porti e per l’ancoraggio; 
e. nelle zone di mare interdette alla balneazione. 
 
CAPO VII
LOCAZIONE E NOLEGGIO DI UNITA’ DA DIPORTO
ART.25
(Attività di locazione e noleggio)

    1.  L’attività dì locazione e noleggio delle imbarcazioni da diporto, così come definite dalla Legge 11.2.1971, n.50, e successive modifiche ed integrazioni, è disciplinata dalla vigente normativa in materia.

ART.26
(Locazione di natanti da diporto)

    1.  La locazione di piccoli natanti a remi, o a pedali, destinati al diporto dei bagnanti, comunemente denominati jole, canoe, pattini, sandolini, mosconi a remi ed a pedali e simili, nonché delle moto d’acqua, tavole a vela e piccole imbarcazioni a vela con superficie velica non superiore a mq. 4, fermo restando le prescrizioni dì cui all’art.68, del Codice della Navigazione, è subordinato comunque al rilascio della autorizzazione da parte dell’Autorità Marittima ed è  regolamentato come segue:
 

a.  i limiti di navigazione dei natanti locati sono quelli stabiliti, a seconda del casi, dalla presente Ordinanza; 
b. la locazione può essere effettuata dalle ore 09.30 alle ore 18.30 di ogni giorno,  con mare e tempo assicurati.  In caso di avverse condimeteo il locatore  ha  l’obbligo  di  segnalare  la  situazione  di  pericolo  con l’esposizione di due bandiere  rosse  su appositi pennoni  situati  sulla spiaggia; 
c. sui natanti locati non possono imbarcare più di 5  (cinque)  persone e, comunque, non più del numero massimo dei posti a sedere;
d. i  natanti  non a motore devono  essere  affidati  a persone di  età non inferiore ad anni 14  (quattordici).  Il locatore ha facoltà di chiedere all’atto della locazione apposita dichiarazione di capacità al nuoto; 
e. gli scafi devono essere contrassegnati mediante indicazione della ditta o ragione sociale e con numero progressivo; 
f. il  locatore deve tenere sempre  approntata a  terra un’idonea  unità di salvataggio con salvagente anulare e cavo di rimorchio per gli interventi di emergenza da utilizzare per il rientro dei natanti locati in caso di pericolo, o di cambiamento del tempo. Tale unità non è necessaria quando il locatore si identifichi con il titolare di uno stabilimento balneare; 
g. il locatore è obbligato ad informare gli utenti sui limiti previsti di cui alle precedenti lettere a) e c). 
3. L’iscrizione nei registri ai sensi dell’art.68 del Codice della Navigazione nonché 
l’autorizzazione di cui al punto n°1 non è richiesta per i titolari di concessione demaniale marittima aventi per oggetto dette attività. 
 
CAPO VIII
DISPOSIZIONI FINALI
ART.27
(Pubblicità)

    1.  La presente Ordinanza sarà pubblicata all’Albo dell’ Ufficio e agli Albi dei Comuni rivieraschi.

    2.  Copia della stessa dovrà essere esposta a cura dei concessionari di strutture balneari in luoghi e modi ben visibili all’utenza per tutta la stagione balneare

ART.28
(Entrata in vigore)

    1.  La presente Ordinanza entra in vigore il 10 maggio 1997.

    2.  In pari data sono abrogate le Ordinanze 10/96 e 23/96 citate in premessa ed ogni altra disposizione incompatibile o contraria.

ART.29
(Sanzioni)

    1.  I contravventori alla presente Ordinanza,  salvo che il fatto non costituisca più grave reato,  e salve,  in tal caso,  le eventuali maggiori responsabilità   loro   derivanti   dall’illecito comportamento,    saranno perseguiti, a seconda dei casi, ai sensi degli artt. 1161, 1164, 1174, 1231 del Codice della Navigazione,  39 della L. 11.2.1971,  n.50,  ovvero 650 del Codice Penale.

ART. 30
(Osservanza)

    1.  E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservare e far osservare la presente Ordinanza.

    2.  Il  personale  militare  dell’Ufficio  Circondariale  Marittimo  dl Piombino e gli altri agenti della Forza Pubblica sono incaricati della sua esecuzione.

Piombino, 30 aprile 1997
 
 
  

IL COMANDANTE ;
T.V. (CP) Claudio CAPUANO
  
 
 
 
 
 

IN CASO DI EMERGENZA IN MARE CHIAMARE IL “NUMERO BLU” DELLA CAPITANERIA DI PORTO – GUARDIA COSTIERA
 

167-090-090